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Proprietà industriale: siamo sicuri di saper cosa vuol dire? Siamo certi di conoscere i vantaggi che può offrire?
Generalmente la risposta a questi interrogativi sembra essere positiva.
Ma come si spiega allora che la proprietà industriale è - in Italia - uno dei beni più sottovalutati nell'industria e nel commercio?
Eppure si stima che un marchio possa raggiungere da solo valori astronomici; ad esempio, il marchio Marlborough (e non le altre infrastrutture della ditta che produce il prodotto) raggiunse, alcuni anni fa, il valore di 40 miliardi di euro.
E cosa dire dei brevetti, se non che hanno consentito ad alcune ditte di essere le sole nel mondo a produrre determinati prodotti (ad esempio i farmaceutici Zantac, gli erbicidi Roundup, ecc.) per un fatturato di vendite di oltre tre milioni di euro al giorno, feste comprese.
Proprietà industriale sono dunque i brevetti, i modelli, i marchi, ma anche il know-how interno delle ditte, i software e i nomi a dominio su internet, il logo, il copyright (diritto d'autore) sui propri elaborati anche commerciali.
Si tratta quindi di un mondo molto complesso. Per questo motivo, e per aiutare i nostri clienti a districarsi nel mondo dei diritti immateriali, abbiamo preparato alcuni appunti che speriamo possano essere un utile "dizionario".
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