"In difesa dell'inventore, con lo scudo dei brevetti,

all'insegna delle invenzioni promotrici del progresso..."

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Faq BREVETTI

  • Una domanda di Brevetto può essere depositata da chiunque ne abbia interesse, quindi dall’azienda o dall’inventore stesso.

    Normalmente le aziende sono le proprietarie delle domande di Brevetto e titolari dei diritti di sfruttamento economico (commercializzazione, licenze, ecc.). In ogni caso, l’inventore ha sempre il diritto di essere nominato tale, anche quando i diritti economici sono in capo all’azienda.

  • Secondo la legge della maggior parte dei paesi industrializzati, è brevettabile tutto ciò che è nuovo, inventivo e applicabile industrialmente. In particolare, è di fondamentale importanza che il trovato sia segreto al momento del deposito di una domanda di Brevetto. Pertanto, è necessario contattare il consulente brevettuale non appena la fase di ricerca e sviluppo si sia conclusa (qualche volta anche prima), in modo da assicurare che la domanda di brevetto sia depositata immediatamente, prima che il prodotto sia proposto al pubblico. Ove sussistano collaborazioni tra aziende (ad esempio in caso di progettisti esterni all’azienda), è importante regolamentare il rapporto attraverso dei brevi ma fondamentali accordi di confidenzialità, indicati dai consulenti brevettuali, che permettano di mantenere il segreto tra le aziende da un punto di vista legale.

  • Il Brevetto conferisce al suo titolare il diritto di impedire a terzi di usare, sfruttare e commercializzare un’invenzione senza il consenso del titolare stesso, sul territorio protetto dal Brevetto. Di fatto, quindi, si tratta di un diritto di esclusiva tale per cui solo il titolare ha il diritto di sfruttare il proprio trovato e si configura come un mezzo legale, previsto nella maggior parte dei paesi industrializzati, atto a bloccare la competizione sul mercato in modo lecito e a creare un monopolio positivo. Infatti, solo colui che ha fatto uno sforzo tecnologico, sviluppando soluzioni tecniche nuove ed inventive, avrà diritto al Brevetto.

  • Il Brevetto è un testo tecnico-legale, comprendente una descrizione tecnica, che illustra l’invenzione in tutti i suoi particolari tecnici, e una sezione chiamata “rivendicazioni”, che definisce l’ambito protettivo e di esclusiva conferito dal Brevetto. Il Brevetto può inoltre contenere figure illustrative dell’invenzione. Tuttavia, tali figure hanno solo funzione informativa e non forniscono alcuna protezione esclusiva, essendo la protezione legale definita unicamente dalle rivendicazioni. La redazione del Brevetto deve rispondere a chiare regole legali promulgate dagli Uffici Brevetti governativi nazionali ed internazionali responsabili per l’esame della domanda. Pertanto, l’assistenza di un consulente brevettuale abilitato è fondamentale per una stesura ottimale del testo di una domanda di Brevetto.

  • Il Brevetto è un diritto nazionale. In altre parole, il diritto all’esclusiva viene conferito solo per il paese dove esiste un Brevetto.

    Dove non esiste un Brevetto, tutti possono produrre e commercializzare lo stesso prodotto, ovviamente nell’ambito di una concorrenza leale.

    E’ pertanto importante porre in atto una strategia di deposito internazionale che tenga conto di tre aspetti fondamentali:
    a) bisogna proteggere l’invenzione nei paesi in cui vi sono potenziali acquirenti dell’invenzione;
    b) bisogna proteggere l’invenzione nei paesi in cui vi sono potenziali contraffattori dell’invenzione;
    c) bisogna bilanciare le due necessità sopra indicate con una politica di costi ragionevole.

    Per questo motivo, nessuna azienda (neppure le multinazionali più famose al mondo) pensa mai ad una strategia di deposito mondiale. Al contrario, scegliere bene i paesi con acquirenti e i paesi con contraffattori permette di ottenere un monopolio geografico estremamente esteso attraverso un deposito limitato ad un numero ragionevole di paesi.

  • Esistono convenzioni regionali ed internazionali che permettono di avvalersi di procedure di deposito brevettuale semplificate (e, quindi, meno costose) e centralizzate, valide in più paesi. In particolare, le due convenzioni di maggior importanza sono:

    La Convenzione sul Brevetto Europeo:
    si tratta di una convenzione internazionale (che nulla ha a che fare con l’Unione Europea) tra gli stati della zona geografica europea (compresi Svizzera, Turchia, ecc.) che prevede un unico deposito ed un unico esame centralizzato presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti, situato a Monaco di Baviera (Germania). Attraverso questa procedura si ottiene una “prenotazione di Brevetto” in tutti i paesi facenti parte della Convenzione (più di 30). Alla fine dell’esame è necessario scegliere i paesi di reale interesse e trasformare il Brevetto Europeo in Brevetti nazionali, uno per ciascun paese prescelto.

     La Convenzione sul Brevetto Internazionale (Convenzione PCT):
    diversamente da ciò che potrebbe suggerire il nome, questa Convenzione non dà luogo ad un brevetto valido in tutto il mondo, bensì ad una procedura di deposito brevettuale centralizzata riconosciuta da tutti i paesi, più di 100, aderenti alla Convenzione PCT (Patent Cooperation Treaty). Anche in questo caso si tratta di una “prenotazione” valida per 30 mesi dalla data del primo deposito brevettuale.

    Alla fine di questo periodo è necessario scegliere i paesi di interesse e procedere con domande nazionali. Tuttavia, nei 30 mesi messi a disposizione dalla Convenzione PCT, è possibile individuare in modo più preciso il valore commerciale del trovato e l’area geografica di protezione, in modo da impostare una strategia di deposito brevettuale mirata alle effettive potenzialità del trovato.

  • Si è già detto che, un Brevetto, per essere valido, deve essere nuovo ed inventivo. In particolare la novità è fondamentale, ed è il motivo per il quale le aziende devono porre in atto opportuni metodi di controllo affinché il lavoro di ricerca e sviluppo interno all’azienda rimanga segreto fino al momento del deposito della domanda. Una volta depositata la domanda, l’Ufficio governativo competente (nazionale o internazionale) provvede ad effettuare una ricerca di anteriorità tra tutte le pubblicazioni del mondo (Brevetti, articoli scientifici, ecc.) al fine di individuare lo stato dell’arte già esistente al momento del deposito della domanda. Visto che il requisito della novità è assoluto, qualsiasi pubblicazione in qualsiasi paese ed in qualsiasi lingua può essere nociva alla validità della domanda. A seguito di tale ricerca, l’esaminatore ufficiale può emettere una serie di obiezioni (contenute nei cosiddetti rapporti di esame) con cui espone le eventuali criticità riscontrate. A tali obiezioni è possibile replicare attraverso memorie tecnico-legali preparate dai consulenti brevettuali in collaborazione con l’azienda. Normalmente, attraverso la preparazione di memorie ben argomentate e con modifiche più o meno importanti alle rivendicazioni, è possibile ottenere la concessione del Brevetto. Una volta concesso, il Brevetto è valido per 20 anni dalla data di deposito, a condizione di corrispondere le tasse annuali richieste da ogni Stato.

  • Normalmente è molto chiaro cosa può essere coperto da Brevetto: tutto ciò che è nuovo, inventivo e ha una funzione tecnologica industriale. Questo vuol dire che sono brevettabili le tecnologie più disparate, come ad esempio i motori, le valvole, i treni di macchine per la produzione di semilavorati, le cerniere degli occhiali, i metodi di produzione dei medicinali, ecc.

    Tuttavia, molti di questi oggetti vengono prodotti in modo automatico, ad esempio con apparecchiature di lavorazione a controllo numerico e, non di rado, tutta la differenza è nel software che fa funzionare queste apparecchiature, permettendo lavorazioni più precise, più efficienti, più veloci. D’altra parte anche il programma con cui è stato realizzato questo sito è software. E’ chiaro, tuttavia, che questo software non ha una effettiva influenza industriale e, quindi, non rispetta uno dei requisiti fondamentali per la brevettazione. Si può allora comprendere che nell’ambito del software ci possono essere applicazioni industriali, e quindi brevettabili, e applicazioni non industriali, e quindi non brevettabili, ma proteggibili attraverso altri istituti legali, ad esempio attraverso il copyright. Per scegliere correttamente il tipo di strumento da utilizzare per proteggere il software è importante consultare un consulente specializzato nella materia, che possa suggerire la soluzione più adatta per ciascun caso specifico.

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