Si è da poco conclusa la decima edizione dell’evento di shopping più grande al mondo, l’incredibile Singles’ Day organizzato da Alibaba l’11 novembre scorso, che ha consentito alla nota piattaforma di e-commerce cinese di fatturare oltre 30 miliardi di dollari in 24 ore.

Un risultato che testimonia la continua crescita e il ruolo centrale che ha Internet nella Repubblica Popolare Cinese, entrambi sostenuti da iniziative di carattere sia pubblico sia privato, come riportato anche dai numeri dell’ultimo rapporto statistico redatto da CNNIC (China Internet Network Information Center), l’organizzazione responsabile della rete Internet in Cina.

Con una popolazione di oltre 800 milioni di navigatori online, 69% dei quali effettua acquisti in rete, le piattaforme di e-commerce hanno fatturato nel 2017 il 43% in più rispetto all’anno precedente, numeri sospinti dall’ampio utilizzo di dispositivi mobili e dalla diffusione della rete anche nelle zone più rurali del paese.

E’ cresciuto di conseguenza anche il numero di siti internet esistenti (oltre 5 milioni) e il numero di domini con estensione .cn registrati. Su questo versante l’estensione nazionale .cn si conferma la più registrata (54%), seguita dal .com (29%) e dal .中国 (5%), corrispondente a .<cn> in caratteri locali. Non c’è da stupirsi dunque se l’estensione .cn si collochi oramai stabilmente al vertice delle estensioni più registrate a livello mondiale, seconda sola al più popolare .com, e precedendo .tk (Tokelau), .de (Germania) e .net (gTLD).

In un simile contesto di rapido sviluppo, spesso contraddistinto dal problema della contraffazione soprattutto agli occhi occidentali, si è fatta sempre più pressante la necessità di regolamentare il settore. Si colloca in questa cornice dunque la nuova legge sull’e-commerce recentemente approvata e che entrerà in vigore il 1° gennaio 2019. Il nuovo regolamento intende fornire un quadro normativo per tutti coloro che offrono beni o servizi online, che siano operatori di piattaforme dove avvengono gli scambi (Taobao, ad esempio) o terzi che utilizzano queste piattaforme per condurre la propria attività di vendita.

Tra le novità introdotte troviamo aspetti legati alla profilazione degli utenti, alla concorrenza sleale e alla tutela della proprietà intellettuale. Con particolare riferimento a questo ultimo aspetto, sarà interessante verificare come le varie piattaforme di e-commerce si attrezzeranno per consentire la segnalazione di specifici contenuti da parte di un titolare di un diritto violato e le procedure che saranno messe in atto per risolvere questo tipo di controversie, soprattutto per soggetti stranieri che vorranno far valere i propri diritti anche in Cina.

Oggi più che mai la tutela dei diritti di privativa non può ignorare ciò che accade online. Che si tratti di registrazioni di nomi a dominio corrispondenti o contenenti i propri marchi o vendite di prodotti contraffatti su specifici siti internet o piattaforme di e-commerce, è necessario sorvegliare con attenzione ciò che accade su Internet per evitare abusi e violazioni che possono comportare danni di tipo economico e di immagine di rilievo.

Il nostro Studio si conferma come sempre a Vostra disposizione per approfondire le possibili iniziative a tutela dei Vostri diritti di proprietà industriale anche su Internet, sia che si tratti di azioni preventive, volte a ridurre il rischio di future violazioni, sia che si tratti di specifici interventi su casi già rilevati che richiedono una soluzione.


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