Quando si tratta di innovazione tutti hanno un’idea di cosa questa parola voglia dire, ma se si passa dal concetto all’azione e si decide di fare innovazione, allora le cose diventano più complesse. Molte grandi innovazioni della storia sono state casuali – si pensi alla scoperta dei raggi X o della penicillina – mentre il fare innovazione oggi non può essere casuale, ma richiede delle politiche di pianificazione da parte delle società e dei governi nazionali. Come fare a pianificare qualcosa con un’alta componente casuale? Un aiuto importante arriva dal Global Innovation Index (GII), cioè la classifica annuale dei paesi in base al loro indice di innovazione, realizzata dalla partnership tra diverse istituzioni tra cui la Cornell University, l’European Institute of Business Administration (INSEAD) e la World Intellectual Property Organization (WIPO).

Il GII si basa su diversi fattori: gli input, che definiscono gli aspetti dell’ambiente propizi all’innovazione all’interno di un’economia (ad esempio l’istruzione, le infrastrutture, il capitale umano e ricerca, ecc.); gli output, che sono il risultato di attività innovative all’interno dell’economia (ad esempio la creazione e la diffusione del sapere, la creatività, l’impatto delle innovazioni sul mondo, ecc.); e il rapporto di efficienza dell’innovazione, che mostra quanta innovazione ha prodotto un dato paese per i suoi input. Tali fattori hanno consentito di mappare quantitativamente il fenomeno del fare innovazione tramite la registrazione delle performance di 126 paesi, che rappresentano il 90,8% della popolazione mondiale e il 96,3% del PIL globale.

Quest’anno, per l’ottavo anno consecutivo, la Svizzera ha ottenuto il podio della classifica arrivando a guadagnare ben 68,40 punti sul totale dei 100 assegnabili. Seguono, con un distacco di oltre 5 punti, l’Olanda (63,32) e la Svezia (63,08). Un altro elemento distintivo della Confederazione rispetto agli altri paesi è che il podio guadagnato nella classifica mostra stabilità nel corso degli anni, mentre gli altri paesi hanno subito fluttuazioni anche importanti, un esempio su tutti è il caso degli Stati Uniti che dal 2014 ad oggi è passato dalla sesta alla quarta posizione, per poi tornare quest’anno alla sesta.

Questo primato fa sì che la Svizzera rappresenti un modello per il resto del mondo, un modello in cui le istituzioni governative lavorano insieme ad università e società private per promuovere l’innovazione, investendo nelle risorse umane, nei sistemi di credito alle imprese e nelle agevolazioni per i mercati finanziari, creando un substrato fertile all’innovazione che ottiene i migliori risultati a livello globale in termini di creazione e diffusione dell’innovazione e del sapere, di effetti delle attività innovative sull’economia paese e di creatività.

In particolare, stando al GII, i punti di forza svizzeri risiedono soprattutto nella capacità delle istituzioni di aver creato un ambiente politico stabile e dalle politiche governative efficaci, come la scelta di investire una percentuale consistente del PIL in ricerca e sviluppo, l’attuazione di politiche commerciali favorevoli agli scambi, la facilitazione della concessione di credito verso settore privato ed il favoreggiamento della capitalizzazione della borsa, con il conseguente aumento del numero di transazioni economiche nel paese. Nello stesso tempo, le aziende svizzere hanno puntato sull’assunzione di personale altamente qualificato, sulla collaborazione con le università in tema di ricerca e nella protezione dei propri diritti di proprietà industriale, sia in patria che all’estero.

Uno degli insegnamenti da trarre dalla GII e dal modello svizzero è che gli investimenti in termini di input sono direttamente proporzionali agli output ottenuti dalle singole società private e dai singoli paesi e, quindi, alla creazione di innovazione. Solo investendo in capitale umano, ricerca e sviluppo, educazione e protezione delle innovazioni tramite il deposito di domande di brevetto è possibile far crescere e germogliare il seme della creatività umana e dell’innovazione combinato con un significativo beneficio economico per le singole società che innovano e proteggono i diritti di proprietà intellettuale derivanti dalle proprie innovazioni.


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